raccolta differenziata come metafora della società
Affacciato alla finestra, osservo. Guardo i contenitori ecologici ben differenziati fra loro da diversi colori e pittogrammi e guardo gli utenti "monnezzari" pure loro così diversi mentre si accingono a questa nuova mansione ecocontemporanea - per alcuni, “ era ora" per altri, "adesso mi tocca pure perdere tempo con i rifiuti" - e ti fai un'idea del paese in cui vivi e elabori questo pensiero: da come uno butta i rifiuti è possibile intuirne la personalità.
Ho provato a raggruppare queste persone in tre categorie ben precise così da averne un identikit attendibile; ecco cosa ne è venuto fuori:
Lo stercorario altruista solidale: arriva con i suoi sacchetti ben divisi e sigillati, con passo deciso si avvicina ai contenitori... si ferma un istante e scuote la testa con fare sconsolato, inorridito per quello che vede attorno a se ma poi si decide a svuotare con orgoglio il proprio bottino negli appositi cassonetti “cartaorganicovetroplastica” ecco fatto! Recupera i suoi sacchetti e si accinge,fiero, a tornare alla sua abitazione… ma improvvisamente si blocca - no-proprio-non-ce-la-fa - appoggia in un angolo i suoi contenitori e comincia, deciso come un pompiere, a raccogliere cartine, carte unte, cartacce sparse per un raggio di venti metri come luridi coriandoli, plastiche varie, bottiglie, vasetti di Yogurt e - che schifo - anche qualche cottonfioc che infila prontamente in un sacchetto tirato fuori miracolosamente dalla tasca; lo svuoterà più tardi nell'apposito bidoncino grigio dell'indifferenziata! Risultato: dopo alcune ore sfinito e lercio cade svenuto sul selciato dove di lì a poco uno della sua specie, confondendolo con rifiuto organico lo sistemerà con cura nel relativo cassonetto che naturalmente è quasi sempre vuoto. I famigliari dello stercorario successivamente ne segnaleranno la scomparsa alla polizia e a " chi l'ha visto" comunicando le sue ultime parole: "se non vado io a portare l'immondizia qui affoghiamo, che poi capirai, ci vuole un attimo!
Il rinocefalo checazzomenefregaamme: Il nostro soggetto cammina sempre in maniera furtiva, come se volesse passare inosservato. Sul volto un'espressione di disgusto; ogni tanto lancia uno sguardo carico di diniego per quel sacchetto che penzola insolente all'estremità della sua mano. Il fastidio è tale che appena può lancia l'involucro nei paraggi dell'isola ecologica, solitamente a circa tre o quattro metri. Di lì a poco si formerà una sorta di “no men’s land” difficile da superare costringendo così i più volenterosi (fondamentale munirsi di stivali da pescatore e di scacciacani) a veri salti olimpionici o a vere e proprie escursioni fra sacchi sventrati, bucce di banana o di patate, animali dall'aspetto poco rassicurante e oggetti di forme e materiali sconosciuti. A volte capita che nell'esecuzione del suo gesto atletico il rinocefalo colpisca - non so quanto involontariamente - un gatto di passaggio (è notoria la sua avversione verso i gatti) oppure uno stercorario impegnato nella sua opera di recupero.
Il tipico e complesso pensiero del nostro uomo è uno solo ed è questo:
"ecchecazzo! con tutti i soldi che pago di tasse" ci penseranno loro…no!!??
C'è una frase che il rinocefalo, le rare volte che si avvicina ai bidoni (probabile abbordaggio alla "signora della porta accanto”) ama pronunciare solitamente a voce alta e in maniera decisamente raffinata, dopo aver goliardicamente sbagliato la destinazione di ogni suo sacchetto, l’organico in quello della carta, plastica nell'organico, carta nella plastica e kriptonite in quello del vetro: " certo che questi della mondezza non fanno proprio un cazzo...guarda che merdaio, sembra Napoli!.
Spesso i rinocefali sono i primi a protestare per la costruzione di un inceneritore o una nuova discarica! Ne ho sentiti alcuni indignarsi al bar: ”ci vogliono seppellire nella merda, ci vogliono intossicare con le loro polveri sottili…cazzo!
La piattola cercascuse:
Questo a differenza del rinocefalo non è geneticamente stronzo ma soltanto paraculo - per usare un francesismo - e si inventa un sacco di pretesti e di scuse per non fare la raccolta differenziata...eccone alcune elencate a casaccio:
…cavolo ma qui ci vuole il libretto delle istruzioni
…chissà dove li metto tutti sti sacchi?
…e poi servirà a qualcosa tutto sto lavoro...magari portano tutto alla discarica
…ma! sarà che io non ho questa mentalità ecologica!
…ma che brutti sti contenitori
…i contenitori sono troppo vicini, senti che tanfo (grazie rinocefali)
…i contenitori sono troppo lontani! ci vorranno almeno 5 minuti per arrivarci
…i contenitori sono troppi! non riesco più a parcheggiare la macchina
…i contenitori sono pochi! (quelli leggermente meno raggiungibili, un passo in più, sono tristemente vuoti-.
…ma lo stato cosa fa?
…non ho tempo da perdere, io! ecc. ecc.
Qualche piattola è stata vista più volte- a notte fonda o al mattino molto presto - trascinarsi appresso, con fare circospetto, enormi sacchi neri da 50 chili, caricarli a fatica in auto e sparire nell'oscurità per poi ritornare circa un'ora dopo, soddisfatta come chi ha appena evacuato, probabilmente dopo aver svuotato tutto in qualche oramai rarissimo contenitore per l'indifferenziata!
p.s. una notte un vicino ha scambiato un topo d'appartamento con una piattola (guardatevi Quark qualche volta!); il ladruncolo dopo un attimo di panico per la paura di essere stato colto nel sacco, accortosi che l'unica "nota di biasimo" che gli veniva rivolta era uno sguardo di simpatica commiserazione, ha continuato tranquillamente nel suo operato svuotando completamente l'appartamento 5/B lasciando solamente tre contenitori di rifiuti- poco differenziati, per la verità, dato che l’appartamento in questione era di proprietà di un rinocefalo…Chissà, forse imparerà a dare la giusta importanza ai rifiuti visto che non gli è rimasto altro!