mercoledì 12 marzo 2008

ma c'è, l'isola che non c'è? (seconda parte)



Questa mattina, Cinzia ed io abbiamo preso un caffè con il nostro carissimo amico Vincenzo... ogni volta che ci incontriamo affrontiamo svariati argomenti,politica ( quanti dubbi!!), sport, letteratura...questa mattina abbiamo "chiacchierato" anche di Scuola - visto la maiuscola?, nonostante tutto credo se la meriti ancora! - e Vince ha rammentato con un misto di stupore e di orgoglio i suoi quasi trent'anni di attività come docente di lettere! Una vita davvero intensa vissuta dentro le quattro mura di un'aula, un'aula pregna di vita, di speranze, di aspettative - spesso tradite( da una parte e dall'altra) -.
Ad un certo punto, ho sentito nella sua voce come un velo di malinconia quando ha detto : Oramai, sono fuori da troppo tempo, non mi riconosco più in questa Scuola... i ricordi si stanno sbiadendo, purtroppo!
"Caro amico forse non ce la faremo a fermare l'avanzare inesorabile del tempo, ma una cosa possiamo fare ed è quella di recuperare qualche traccia per non dimenticare, e tu, di impronte ne hai lasciate tante davvero! eccone una fra le tante che mi hai generosamente lasciato da archiviare...se me lo permetti vorrei condividerla con alcuni amici, credo possa essere utile per far loro capire che insegnante tu sia stato!"

"Non c'è niente di più gratificante del "sapere" di essere stati utili a qualcuno!" S.M.


GIORNI DI SCUOLA
Spiragli di luce filtrando dai rami senza foglie incorniciano la mattina di autunno illuminandola un poco, assonnato sto per scorrere le pagine di un altro giorno di scuola...Ma entrando in quelle aule fredde e grigie, ho la sensazione di aver dinanzi un solido muro: scoglio indurito su cui si infrange ogni mio tentativo di affidare ai ragazzi un messaggio "diverso": più vero.Dialogare? Educare? Mi sembrano parole vuote, deserte, che, come una palla di gomma, rimbalzano contro quella barriera per rotolare via fino a perdersi in quel mare inerte, seppur gonfio di parole.
Al di la' immagino gabbiani distesi in volo che cercano spiagge pulite, mi raffiguro la fantasia libera che disegna città, paesi, scuole incantevoli e scorgo ragazzi che sanno ascoltare insieme, le emozioni, le tenerezze dei loro cuori.
Al di qua resta l'amara consapevolezza che è impossibile cambiare...
Il suono perentorio della campanella sorprende le mie parole che muoiono in gola e, fra lo scompiglio generale, svaniscono, così, come tante bollicine.
Riassetto stancamente la cartella: l'aula è vuota, o quasi, giacché una ragazza appoggiata alla finestra vicina mi dice sorridendo: "il mio Atam può aspettare". La sua vita stretta in un paio di jeans senza colore, la testa gonfia di ricci ciondolanti le danno un'aria sbarazzina. " Professore,lei deve smetterla di considerarsi un Ufo, o un gabbiano, di tormentarsi, insomma, pensare che noi non la capiamo: non è così. Ho segnato persino sul diario alcuni suoi pensieri e non solo io". La sua voce ha una nota dolce ma decisa. "Se vuole glieli leggo".
Nell'aula sgombra, quelle parole rimbalzano da una parete all'altra, prima di depositarsi nel mio profondo. "Ascolti:l'autorità, o meglio, l'autorevolezza dell'insegnante non deriva dal potere che gli conferisce il Ministero o il Provveditore, ma dalla sua capacità di far nascere nella classe un consenso, una spontanea, per questo sentita,adesione ad un ordine necessario per lo svolgimento di un lavoro comune. Io insegnando cerco di scomporre e di ricomporre, nella pratica, insieme, con gli alunni, questa mia idea; mi sforzo così di instaurare un'atmosfera nuova, di iniziare una collaborazione sincera fino a coinvolgere gli alunni in un dialogo attivo che li educhi ad essere responsabili, protagonisti della loro stessa crescita".
Da fuori giungono mille rumori e mille grida, ma non toccano quella voce persuasiva e quel silenzio carico di magia. "Senta anche questa che a me piace moltissimo: educo alla tolleranza, al rispetto delle reciproche diversità, alla libertà interiore, alla accettazione di se stessi con i propri limiti, aperti, però, al miglioramento".
"Certo i miei possono essere bei pensieri, ma in fondo restano fumosi discorsi: bolle di sapone". Dico io con un velo di amarezza. " La sostanza dell'insegnamento si riduce, in realtà, alla sacralità del registro e all'assoluta importanza del voto e l'abilità dell'alunno consiste nell'ammansire quella potenza ottenendo, appunto, un grosso voto: per questo ci sono le interrogazioni programmate e la furbizia, ossia l'occhio vigile durante le prove scritte".
La mia giovane allieva mi guarda un po' perplessa prima di interrompermi.
"Se è per questo, dove mette il terrore di essere presa alla sprovvista, la paura di rimediare una figuraccia, magari dopo aver studiato un pomeriggio intero, e l'agitazione poi dei compiti in classe, l'ansia di sapere il risultato..."
" Già, posso immaginare lo stress" dico io.
Lei riprende più risoluta. " Questa scuola ci abitua solo alla competizione, all'egoismo, ci rende persino più nevrotici colmandoci di aride, inutili nozioni. Ma gli alunni non sono vasi da riempire, bensì fuochi da accendere". Prosegue con un tono di voce fiero "Ebbene io ritengo che le sue parole insieme con il suo impegno e con il suo esempio possono far riflettere: entrano dentro fino ad accendere le speranze di ha voglia di ascoltarle, di accoglierle nell'animo. Perciò non si scoraggi, professore, almeno fino a quando c'è qualcuno che salta il pranzo pur di parlare con lei, non si arrenda, almeno fino a quando esiste una persona che seguendo il suo messaggio pedagogico si ritrova un po' più responsabile, un po' più adulta".
La mia cordiale interlocutrice dice queste cose in fretta, quasi sorridendo e se ne va.
Afferro la cartella, osservo per un istante l'aula deserta: sembra immersa in una scia polverosa di sole.
Vincenzo Giorgetti Rimini 05/02/1998



lunedì 10 marzo 2008

SELVATICO 6 " rassegna di campagna"



SIETE TUTTI INVITATI.....NATURALMENTE CI SONO ANCHE IO!

comunicato Stampa comuni di cotignola fusignano lugo assessorato alla cultura
con il patrocinio della provincia di ravenna

selvatico 6


nidi
campi di battaglia
preghiere e sortilegi


a cura di massimiliano fabbri
con la collaborazione di paolo trioschi e daniele serafini
testi in catalogo di massimiliano fabbri e alessandro giovanardi

inaugurazione sabato 15 marzo 2008
ore 15.30 cotignola ra, palazzo sforza, corso sforza, 21
ore 17.00 lugo ra, pescherie della rocca, piazza garibaldi, 1
ore 18.30 fusignano ra, museo civico s.rocco, via monti, 5

apertura mostre: da sabato 15 marzo a domenica 6 aprile 2008
orari
feriali dalle 15.30 alle 19.00
festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00
chiuso il lunedì
aperto la domenica di pasqua (23/03) e il lunedì dell'angelo (24/03)
info:
urp@comune.cotignola.ra.it, www.comune.cotignola.ra.it
urp@comune.lugo.ra.it, www.comune.lugo.ra.it
urp@comune.fusignano.ra.it, www.comune.fusignano.ra.it

cotignola, palazzo sforza: nidi
maurizio battaglia, nadia trotta, carlo cavina,
enzo castagno, dacia manto, marco de luca, silvia camporesi,
francesco borghesi, lorenzo casali, oscar dominguez, luigi berardi
lugo, pescherie della rocca: campi di battaglia
giovanni blanco, lorenzo di lucido, laura baldassari,
monica pratelli, mirko fabbri, roberto paci dalò
fusignano, museo civico s.rocco: preghiere e sortilegi
vanni spazzoli, chiara lecca, sara guberti, loretta zaganelli,
stefano mina, meris cenni,ana hillar,
silvia de martin, franco stanghellini, alberto biagetti, valerio vasi,
tania flamigni,fiorenza pancino, amanda chiarucci, simone pelliconi

Nidi, Campi di battaglia, Preghiere e sortilegi è un percorso attraverso le arti visive che si snoda su tre sedi e rispettivi comuni compresi nella provincia di Ravenna: Cotignola, Lugo e Fusignano.Il progetto espositivo, che è il sesto episodio del ciclo Selvatico rassegna di campagna, trae forma e suggestioni da alcune vocazioni e caratteristiche specifiche dei luoghi espositivi: luoghi che hanno finito perciò per indirizzare temi e sezioni della mostra; influenza che si è estesa anche alla scelta delle opere e degli autori invitati. Una sorta di eco presente nei "contenitori" che si incontra con il lavoro di trentadue artisti chiamati a misurasi con questi spazi e confrontarsi tra loro all'interno di tre sezioni separate, distinte e complementari al tempo stesso. Artisti che principalmente operano nel territorio emiliano-romagnolo, o che con questo hanno qualche punto di contatto. Un sistema di relazioni, un intreccio o ragnatela.La sequenza Nidi + Campi di battaglia + Preghiere e sortilegi (Cotignola, Lugo, Fusignano) ricrea infatti una quasi storia dell'uomo, una narrazione sospesa per immagini e pensieri, uno spostamento per tappe che si "chiude" in una forma unica, sfaccettata e molteplice. Di andamento circolare... Al percorso visivo si affianca una serie di eventi collaterali che amplifica ed impreziosisce la portata e trama del disegno, coinvolgendo rispettivamente un poeta e un gruppo musicale per ogni
sezione della mostra. Ciò rappresenta anche un tentativo e volontà di affrontare il "tema" da prospettive laterali e contaminate; del guardare all'idea da angolazioni
differenti, alla ricerca e scoperta di collegamenti, per mettere in campo altri modi di vedere, capaci di offrire ulteriori direzioni-diramazioni al progetto.

eventi collaterali
in collaborazione con associazione culturale primola
associazione culturale artincanti
strade blu percorsi nel folk contemporaneo

sabato 22 marzo ore 21.30 auditorium arcangelo corelli,
corso emaldi fusignano ra
concerto
nidi: comaneci
campi di battaglia: sea of cortez
preghiere e sortilegi: aidoru
Ad ogni singola sezione della mostra si affianca e sovrappone, idealmente, un gruppo musicale a cui è affidato, per affinità, un commento sonoro al tema; quasi una colonna sonora che, nella sua autonomia, diventa un'ulteriore apertura e possibilità rispetto al percorso visivo; un vero e proprio controcanto. Il concerto rappresenta l'incontro tra questi tre momenti e ricerche musicali. Una mostra di suoni; in viaggio...

martedì 25 marzo ore 20.30 palazzo sforza,
corso sforza 21 cotignola ra
visita guidata
Il percorso prevede tre tappe in successione attraverso le sezioni della
mostra (Cotignola, Lugo e Fusignano) con il commento del curatore Massimiliano Fabbri;
la durata è di circa due ore a cui si aggiungerà una coda in un'osteria
di Fusignano. Il raccordo tra una sede e l'altra, e il ritorno a Cotignola, sarà
effettuato in corriera.

giovedì 27 marzo ore 21.30 teatro binario, stazione fs, cotignola ra
video
nidi: francesco borghesi, lorenzo casali, silvia camporesi, dacia manto
campi di battaglia: roberto paci dalò
preghiere e sortilegi: sara guberti, franco stanghellini, silvia de
martin, monica petracci, chiara lecca
Proiezione di alcuni autori presenti in mostra che utilizzano il linguaggio video come mezzo espressivo nella loro ricerca,
o che con questo si sono misurati per progetti speciali. In questa
occasione presentano altri lavori rispetto a quelli inseriti nelle tre sedi espositive. Ogni singolo video rappresenta forse un episodio, una cellula di un
unico film impossibile, frammentato e senza trama, che ricalca la sequenza e l'andamento dell'esposizione.

venerdì 4 aprile ore 21.30 pescherie della rocca,
piazza garibaldi lugo ra
poesia
nidi: francesca serragnoli
campi di battaglia: giovanni nadiani con marco mingarelli (marimba) e
linde nadiani (violino)
preghiere e sortilegi: vanessa sorrentino con francesco guerri (violoncello)
Così come avviene per i musicisti, alle tre sezioni della mostra si accompagna l'intervento di tre poeti, uno per cartello. La serata è una lettura poetica, una recitazione in cui l'ascolto si sostituisce alla vista; in cui l'occhio diventa muto.
Alla parola che scalza l'immagine il compito di offrire altre diramazioni, possibilità e profondità al percorso.Una storia potenziale e latente; un attraversamento sotterraneo che affiora.Dell'aprirsi e sbocciare di altre immagini probabilmente. Un dono.

sabato 5 aprile ore 16.00 palazzo sforza,
corso sforza 21, cotignola ra
visita guidata
Il percorso prevede tre tappe in successione con il critico Alessandro
Giovanardi attraverso le sezioni della mostra (Cotignola, Lugo e Fusignano);
la durata è di circa due ore.

Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito.
Per le visite guidate è obbligatoria la prenotazione; per il concerto, la serata video
e per quella di poesia la prenotazione è consigliata(prenotazioni Primola 333 73 99 253 telefonare dalle 16.00 alle 20.00).

martedì 4 marzo 2008

ELEGGIAMO IL LIBRO DELL’ANNO 2007


scusate l'assenza, ma in questi giorni sono stato sul blog letteratitudine per partecipare ad un gioco simpatico...devo dire che oltre a fare nuove ed interessanti conoscenze - che non guastano mai - mi sto divertendo davvero molto...fateci un salto se ne avete voglia.

mercoledì 27 febbraio 2008

AMARCORD





Amarcord di quando c'erano ancora i cinema a Rimini, dei brustolini, delle rotelle di liquirizia, dei lupini, dell'uomo dei gelati a fine primo tempo, delle "maschere" che ti accompagnavano nell'oscurità( si entrava allora anche a film iniziato) con la loro torcia, ai posti ancora liberi..permesso, permesso... Amarcord dei pomeriggi con gli amici, dei primi film vietati ai 14 e dei primi baci con la morosa, in fondo alla sala per stare appartati... amarcord, amarcord....
Amarcord del cinema Capitol in via Cairoli che stava davanti a quello che prima era il cinema Italia, amarcord degli schiamazzi che noi ragazzi facevamo - per mascherare la commozione che ci prendeva alla gola - durante la proiezione di "Love Story"... Amarcord di un film con Giuliano Gemma e Nino Benvenuti - che scazzottate - che io e Gloriano siamo stati obbligati ad andare a vedere perché non ci avevano fatto entrare al Supercinema dove proiettavano il "Merlo maschio" con Lando Buzzanca - vietato ai quattordici... Ora ci sono uffici e non c'è rimasta la minima traccia di quello che fu quella struttura per tanti anni.Amarcord del cinema Eliseo dove Carlo faceva la Maschera e a volte il proiezionista e qualche volta ci faceva entrare Gratis... L'ho spesso invidiato... potersi vedere tutti quei film senza dover pagare il biglietto e tutte le volte che voleva!
A proposito di proiezione vi ricordate che magia emanava quel fascio di luce che si dirigeva, come un laser di qualche astronave aliena, verso lo schermo bianco, e il rumore meccanico del proiettore? Anche l'Eliseo è stato abbattuto! Amarcord ancora delle macerie e del vuoto che si era creato.
Amarcord del Supercinema, lungo il Corso, prima di arrivare in Piazza Cavour ( venendo dal Ponte di Tiberio)...del suo lungo corridoio con affissi i manifesti, della cassa in fondo, poi si girava a sinistra e si entrava...nessuno dalla strada - se non fosse stato per l'insegna - avrebbe immaginato che dentro quell'edificio si nascondesse un cinema.
Amarcord di quante volte sono dovuto tornare indietro, umiliato perché non dimostravo i fatidici quattordici anni!
La beffa era che nel mio gruppo di amici ero il più grande ma siccome non "dimostravo"( magari fosse ancora così!) ero spesso costretto a rinunciare...Chi crederebbe che quello che oggi i ragazzi vedono in un banalissimo programma televisivo, durante uno spot pubblicitario, era allora motivo di censura!
Amarcord ancora dei singhiozzi a stento trattenuti, delle soffiate di naso, degli occhi lucidi durante il film " L'ultima neve di primavera" un film tremendo e tragicissimo- con Agostina Belli(..."Una micidiale macchina strappalacrime, assolutamente insopportabile"... dal Mereghetti).- Questo sì da vietare...ma a tutti!-. Ahimè, anche il supercinema ha chiuso i battenti!!
Amarcord del Modernissimo in via Gambalunga, davanti( un po' più in là) alla "pizzeria del secolo"..ora c'è una profumeria - ne sentivamo il bisogno?- Amarcord del Sant'Agostino, sempre in via Cairoli di fianco alla Chiesa, ricordo i film di godzilla contro King-Kong e poi recentemente dei film d'essai, della cortesia familiare della signora alla cassa che fra i due tempi ti chiedeva le impressioni sul film... Anche il Sant'agostino ha interrotto la programmazione!
Amarcord, mi ricordo di tutti questi luoghi e se devo essere sincero mi mancano davvero tanto, e non è soltanto la malinconia quella che mi pervade ma anche una profonda amarezza per la disinvoltura con cui si chiudono e si abbattono questi luoghi carichi di memoria con cui molti riminesi hanno convissuto per molti anni della loro vita.

Lo so i tempi cambiano e anche la fruizione del cinema è mutata...il nuovo avanza inesorabile e allora ecco le multisale, i blockbusters, le multifile,i bidoni di pop corn in cui immergere la testa (costano più del film), il caldo infernale,il suono assordante,le poltrone comode, i posti obbligati ecc. ecc.
Vedo tutto questo e lo accetto, non lo condivido ma lo accetto, ma una sola cosa vi chiedo- chiunque voi siate - non fatemi aggiungere al lungo elenco dei ricordi l'ultimo cinema di Rimini che è davvero il simbolo cinematografico della nostra città:
IL FULGOR.Vi prego, il Fulgor, no!

giovedì 21 febbraio 2008

il senso della vita

Ma che diamine, neanche un briciolo di solidarietà per il pre - pensionato De Mita che a neanche 80 anni si vede costretto, per non interrompere una carriera appena avviata, a passare con chi fino a ieri era considerato un avversario, perché come tutti sanno, quello che conta davvero in politica,è il rispetto verso se stessi poi -forse - verso gli altri.
Questo è quel che si dice vero senso del dovere, mica come quei muratori, meccanici, infermieri, postini,operatori ecologici ecc. ecc. che se ne vogliono andare a poltrire
dopo appena 40 anni di lavoro.
E che dire dell'eleganza dimostrata al momento del congedo dai vecchi compagni,pardon, amici:
"Sono entrato nel Pd nonostante le molte perplessità. Adesso divento vittima di criteri di selezione della classe dirigente fondati sull'età e non sull'intelligenza politica. Per questo ritengo di non poter più partecipare ad un progetto che giudico inconsistente perchè fonda la sua prospettiva più sul desiderio che sulla realtà"...
"Per questo motivo - conclude De Mita - non sarò più con voi ma contro di voi".

Una domanda - davvero ingenua e forse un tantino ignobile - mi sorge spontanea: - ma se lo avessero messo in lista, il nostro caro onorevole avrebbe fatto le stesse riflessioni sul progetto PD?
La risposta a cotanta malafede arriva immediata:
"come il poeta spagnolo che morirà con la chitarra in mano, io quando morirò farò l'ultimo comizio elettorale"....a Porta a Porta?
Non è un immagine commovente??!!

Forse non sa il nostro caro on. che ci sono persone di 50 anni che hanno perso il lavoro e sono costretti a elemosinare uno straccio di occupazione, non perché il lavoro nobiliti l'uomo o per una sorta di gratificazione personale ma soltanto perché
si fa fatica ad arrivare alla fine del mese o perché si ha un mutuo da pagare o i figli da mandare all'università ecc. ecc. e che forse - loro - ci muoiono davvero sul lavoro, pur non desiderandolo affatto!

lunedì 11 febbraio 2008

M’ILLUMINO DI MENO 2008


Quest'anno anche Rimini ha aderito alla Giornata Internazionale del Risparmio Energetico

IL DECALOGO DI CATERPILLAR
Per il quarto anno consecutivo Caterpillar, il noto programma di Radio2, in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30, lancia per il 15 febbraio 2008 "M'illumino di meno", una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico.
Dopo il successo delle passate edizioni, Cirri e Solibello, i conduttori di Caterpillar, chiederanno nuovamente ai loro ascoltatori di dimostrare come il risparmio sia una possibilità concreta e reale a cui attingere oggi stesso per superare i problemi energetici che assillano il nostro paese e gran parte delle nazioni del pianeta. L'invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 15 febbraio 2008 dalle ore 18. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, astrofili, società sportive, gruppi scout, istituzioni, associazioni di volontariato, università, cral aziendali, ristoranti, negozianti e artigiani uniti per diminuire i consumi in eccesso e mostrare all'opinione pubblica come un altro utilizzo dell'energia sia possibile.

Nelle precedenti edizioni "M'illumino di meno" ha contagiato milioni di persone impegnate in un'allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Lo scorso anno il "silenzio energetico" coinvolse simbolicamente le piazze principali di tutt'Italia: a Roma si spensero il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l'Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala, a Pisa Piazza dei Miracoli, a Siena Piazza del Campo, a Catania Piazza del Duomo, ad Agrigento la Valle dei Templi, e centinaia di altre piazze in centinaia di altri comuni grandi e piccoli, grazie al prezioso aiuto dell’ ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

La campagna di "M'illumino di meno 2008" inizierà il 15 gennaio e si protrarrà per un mese fino al 15 febbraio (vigilia dell'anniversario dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto), dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all'estero, per razionalizzare i consumi d'energia e di risorse, dai piccoli gesti quotidiani agli accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo per tagliare gli sprechi.

Sul sito internet del programma www.caterueb.rai.it, sarà possibile segnalare la propria adesione alla campagna, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata, in modo che le idee più interessanti e innovative servano da esempio e possano essere riprodotte dagli altri aderenti.
Quest'anno la campagna "M'illumino di meno" è patrocinata Ministero dell'Ambiente e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La redazione di Caterpillar

domenica 10 febbraio 2008

gran bel film!




Cinzia ed io siamo appena rientrati a casa dopo aver visto "Into the wild" l'ultimo "lavoro" di Sean Penn.Un gran bel film davvero! Luca e Fabio ( our sons) erano andati a vederlo la settimana scorsa e ce lo avevano caldamente consigliato...Un consiglio che naturalmente giro a tutti gli amici.E' un film che lascia il segno..pensate che a fine proiezione, mentre i titoli di coda scorrevano, le persone in sala si erano alzate ma come inebetite rimanevano immobili, in piedi, come se volessero trattenere un po' di quelle emozioni provate fino a qualche instante prima. Due ore e venti trascorse trasudando le più svariate sensazioni, accompagnati magistralmente dalla musica di Michael Brook e dalle canzoni -azzeccatissime - di Eddie Vedder. Ho provato davvero differenti stati d'animo : tenerezza per quel ragazzo che voleva un mondo diverso, paura ( dei possibili errori commessi come genitori), un poco d'invidia per non aver - forse - osato abbastanza, gioia, incanto, rispetto - nel vedere quanto il mondo possa essere luogo meraviglioso, terribilmente meraviglioso( la fotografia è incredibile) -, angoscia e commozione davanti alla natura, all'umanità che può esserci in ognuno di noi e ... insomma credo che basti...cosa volete di più da un film?
Buonanotte. Stefano

p.s. particolarmente consigliato a: agli yuppies, agli arrampicatori sociali, ai berluscones, ai cinici, a tutti i "caporali" del mondo,a quelli cheee - sontuttecazzate -, a quelli cheee - ma insomma quando cresci -, a quelli cheee - non facciamo poesia - ,a quelli chee - hanno smesso da tempo di essere coglioni -, a quelli chee - io ce l'ho durissimo -,a quelli cheee - non gli scende una lacrima manco morti -,a quelli chee - dubbi davvero mai -,a quelli chee - il bambino dentro l'hanno ucciso già da un pezzo -, a quelli cheee - fan quadrare il cerchio e c'han le palle quadrate -, a quelli cheee - pensano che un film sia soltanto un film, a quelli chee
- è l'una di notte e se ne stanno ancora qui a cazzeggiare con il blog.................................................................................

giovedì 7 febbraio 2008

"scorderia " ma non solo

Ieri sera al caffè letterario "Assenzio" c'è stata la proiezione di un libro fotografico "La Corderia di Viserba, centocinquanta anni di storia e di lavoro". Il libro ci porta , attraverso le immagini di Gabriele Bernardi e curato da Stefano Tonti, all'interno di quello che è probabilmente il più importante sito di archeologia industriale del Riminese. Durante la visione ci si trova proiettati in una realtà sconosciuta - forse immaginata - ma davvero affascinante: la natura selvaggia si è impossessata - diventando bosco - degli spazi, di quello che resta dei macchinari dell'antica Corderia avviluppandosi attorno agli edifici in rovina con la sua forza prepotente forse anche con l'intento di voler un po' proteggere quel luogo carico di memoria e di storia abbandonato per 60 anni.
Si resta davvero meravigliati , alla visione di alcune pitture che come affreschi decorano ancora alcune pareti come testimonianze di un recente passato quando quel luogo era stato utilizzato come campo di prigionia...
Dopo aver visto quelle suggestive immagini -alcune per me davvero inedite - ho provato una profonda amarezza nello scoprire o meglio nel vedere confermare quello che fino a ieri erano soltanto timori:a breve - si parla di fine estate -
quell'area sarà destinata ad essere quasi completamente abbattuta per lasciare spazio a nuovi edifici residenziali e commerciali.

La serata è poi proseguita con la visione del progetto e relativa discussione.
Diverse sono state le opinioni su quello che si potrebbe realizzare in quello spazio: c'è chi vorrebbe intervenire in maniera leggera e creare un percorso nella natura, chi vorrebbe fossero salvaguardate e restaurate le strutture per adibirle in spazi museali, chi invece lascerebbe - visione alquanto romantica - tutto così come è ... Certo opinioni diverse... ma tutti si sono trovati d'accordo nel giudicare quello che probabilmente è oramai quasi inevitabile, una cosa assurda e ignobile che risponde alle solite logiche speculative.
Purtroppo l'area è quasi interamente privata e il proprietario possiede tutti i permessi necessari - da quelli della sovrintendenza a quelli dei beni culturali e a a quelli comunali - per procedere nella sua opera distruttrice senza nessun impedimento nel pieno rispetto della legge.
E' davvero incredibile il senso di frustrazione e di impotenza che si prova ogni volta davanti a qualcosa di ineluttabile.

La serata è proseguita ma a un certo punto qualcosa ha cominciato a stridere, almeno secondo me.
Nel dibattito per lo più piuttosto interessante alcune cose non mi sono piaciute.
Ho trovato un atteggiamento da parte di alcuni piuttosto snob e lontano dalla realtà e ho capito perché spesso c'è distanza tra il pensiero comune e "l'intellighenzia culturale"che pur essendo mossa da fini alquanto nobili riguardo alle "cose" spesso ha un atteggiamento davvero superficiale nei confronti delle persone.

C'è stato un momento in cui io, che ero lì per lo stesso intento, obiettivo, degli altri partecipanti ho sentito un lieve disagio ed è stato quando alcuni - per motivare giustamente il proprio disappunto per le scelte urbanistiche degli ultimi anni nella nostra città - si sono lanciati ad invettive che rasentavano l'insulto anche verso chi come me ha scelto - si fa per dire - di abitare in un quartiere di recente costruzione ( Peep Viserba) situato nelle vicinanze della corderia criticando aspramente - forse anche giustamente - quella tipologia di abitazioni e indicandole come l'icona dell'impoverimento, del degrado socio -culturale della nostra città domandandosi chi fossero quegli stolti che avevano deciso di andarci a vivere.
Ora, chiaramente io sono di parte ma mi chiedo, anzi vi chiedo: pensate davvero che la degenerazione culturale della nostra città sia cominciata con il Peep di viserba?
Dove sono gli insediamenti, le case degli ultimi 20, 30, 40 anni degni di essere presi ad esempio come modelli architettonici?
Badate non voglio certo difendere chi ha progettato quelle abitazioni ma onestamente pensate davvero che abbiano contribuito a deturpare così tanto il paesaggio abitativo circostante. Basta fare un giro a piedi per tutta la città per rendersi conto che le ultime "belle case" sono probabilmente quelle degli anni 20 - sia a viserba come a rimini- Basta passeggiare sulla battigia e spalle al mare guardare oltre la spiaggia per provare un senso di profonda amarezza... ma ora sembra che l'unico scempio - una sorta di capro espiatorio edile - sia il peep che non sarà certo una meraviglia ma non credo nemmeno debba essere additato come il monumento alla cementificazione della nostra città visto che è forse uno degli agglomerati urbani con più verde, con più spazio tra un'abitazione e l'altra...Da non trascurare poi che chi ha scelto quella soluzione lo ha fatto soprattutto per motivi strettamente economici! Certo si poteva e si doveva fare meglio, ma questo non giustifica chi nell'impeto oratorio per perorare una causa più che giusta offende persone che non hanno certo colpe, rovinando a mio avviso quella che doveva essere una bella serata carica di nobile indignazione...

Concludo dicendo che fra belle case e belle persone state pur certo che sceglierò sempre queste ultime e non è detto che abitino tutte in case coloniche restaurate o vecchi appartamenti cittadini magari con il cortile interno.
Scusate lo sfogo ma ho sempre pensato che chi si muove per giuste cause debba avere un anima altrettanto nobile. Lo so, niente di nuovo: sempre il solito dilemma fra etica ed estetica.


p.s. Se qualcuno avesse qualche idea per salvare la Corderia la tiri fuori....non ci resta più molto tempo! Ciao. Stefano

venerdì 1 febbraio 2008

avviso ai naviganti


L'attesa serata "la scorderia" sulla vecchia corderia di viserba si terrà presso il caffè letterario Assenzio Via Bilancioni 14 a/b- Rimini il 6 febbraio alle ore 21,15 Partecipate! Ciao