venerdì 6 novembre 2009

autunno


prendi un tema e lo dai a tre grandi musicisti ed ecco cosa succede:










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mercoledì 4 novembre 2009

la disputa


Alé, ci risiamo!
Un'altra volta a dibattere sul "crocifisso sì, crocifisso no.
ma quante volte in un'esistenza ci toccherà affrontare questo tema così scottante che ci porta a discutere per giorni e giorni, ognuno con le sue tesi, con i suoi dubbi, con le proprie convinzioni senza venirne mai a capo.
Ora non è che io abbia la verità in tasca anzi rispetto a prima ho pure cambiato idea, non in maniera netta è chiaro ma se un tempo ritenevo più saggio aggiungere che togliere ora francamente questa soluzione mi sembra davvero improbabile e non fattibile; ma ve le immaginate le aule di un tribunale e quelle scolastiche con dietro alle scrivanie degli altarini multicolori, dei piccoli bazar con esposti immagini, statuette sacre raffiguranti ogni tipo di religione... ma non scherziamo per favore!
Ora qualcuno griderà: " ci vogliono togliere anche la nostra fede, le nostre tradizioni... tutta colpa dell'invasore, del barbaro, del tartaro"
Ma non è così, perché le prime volte che ci si è confrontava sull'argomento, gli "stranieri" nel nostro paese non erano un numero così significativo come in questo momento storico, era solo una disputa tra credenti e non credenti.
Ora invece è molto più importante visto che condividiamo l'Europa con tantissime altre persone dal diverso credo religioso dalle diverse culture perciò dobbiamo affrontare la questione con buonsenso e con il tatto necessario per individuare la soluzione che sicuramente per molti sarà non giusta ma che vada comunque nella direzione della convivenza.
Per quanto mi riguarda, non avrei nessuna difficoltà a studiare, a muovermi in ambienti con simboli di fede differenti dal mio ma siccome non siamo tutti uguali e con medesime sensibilità credo che quella proposta dell'Europa sia la scelta migliore.
E poi, siamo sinceri - mi rivolgo soprattutto ai credenti - pensate davvero che la fede di un individuo possa sgretolarsi per mancanza di simboli religiosi nei luoghi pubblici? se così fosse vorrebbe dire che questa fede è molto fragile e con ben misere fondamenta, non credete?
Non si possono trascorrere le giornate dimenticandosi il vangelo dentro il più nascosto dei cassetti per poi diventare improvvisamente il più fanatico dei difensori di un simbolo che quotidianamente tradiamo con il nostro comportamento.
Sia ben chiaro, non voglio con queste parole offendere nessuno (chi è senza peccato ...) ma è che vorrei ci fosse meno ipocrisia e maggior buonsenso attorno a me, in me e dico questo da laico e non da ateo (che non è la stessa cosa) dico questo perché sono stufo di sentire usare il nome di Cristo per combattere queste piccole inutili battaglie che, a mio avviso, non portano da nessuna parte se non ad acuire le differenze.
La Fede, in qualsiasi cosa, in un Dio, in una Causa, in un'Idea la si protegge, la divulga attraverso la pratica, con l'esempio e non con l'ostinata difesa di un simbolo, tra l'altro - ripeto - posto in luoghi pubblici che sono, per l'appunto di tutti e non solamente di alcuni. Non possiamo più far finta che gli altri non esistano anche perché a volte gli altri siamo noi.

p.s. Anni fa quando venne fuori nuovamente l'argomento mi venne il dubbio che nella classe di mio figlio, il crocifisso, non ci fosse...infatti non c'era ma nessuno se ne era accorto e aveva protestato, nessuno!

stefano

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martedì 3 novembre 2009

George

Lo so, ultimamente sembro dare ragione al caro amico Francesco che mi considera una specie di “vecchio saggio della montagna”(sul vecchio non ha tutti i torti) che vede solamente il buono nelle persone affrontando la vita con una sorta di ingenuità “ ma purtroppo non è così. In realtà cerco solo di difendermi da tutta l’indifferenza, dal nichilismo oramai dilagante, dal fanatismo sempre più presente nel nostro vivere quotidiano raccontando piccole ma umane storie, edificanti e commoventi nella loro semplicità convinto che siano proprio i piccoli gesti che compiamo ogni giorno ad essere davvero importanti così come il cercare di mettere in pratica tutti i nostri buoni propositi che sappiamo così facilmente esprimere a parole.
E poi in questo momento non ho proprio voglia di parlare di corruttori, di ricattatori, di fascisti, di puttanieri, di servi senza dignità alcuna, di finti giornali e presunti giornalisti, di sanguisughe, di sfruttamento di ogni genere, di ignoranza, di fanatismo, di intolleranza, di omofobia, di condizionamenti, della crisi che non c’è più, dei disoccupati di oggi e di quelli che verranno, dei ragazzi che se ne vanno perché il loro talento non è richiesto, dell’influenza ABC…, del lodo ABC.. Sono stanco di parlare di chi non sa più indignarsi, di chi non sceglie per “stare tranquillo”, di chi esterna qualunque “stronzata” convinto che tutti la pensino come lui, di chi si volta dall'altra parte, di chi comincia le sue frasi con “io non sono razzista, non ho niente contro i gay, contro i negri, contro i mussulmani…” di chi con un preciso lavoro di cesello ha lentamente svuotato di significato parole come costituzione, politica, giustizia, bene comune, pubblico, solidarietà, di chi mette la testa ovunque pur di non vedere, di non sentire, di chi utilizza retoricamente parole come patria, bandiera, chiesa per giustificare ogni nefandezza compiuta in nome delle stesse, delle parole che cambiano solamente per mascherare, dell’ipocrisia… no , sinceramente mi sono rotto le palle di tutto questo, in questo momento voglio solo raccontare piccole storie come quello che ora scriverò, piccole ma non per questo di poco valore, anzi!


Alcuni giorni fa ho incontrato George un ragazzo nigeriano di 28 anni. Lui rientrava da una mattinata di lavoro - come al solito poco fruttuosa - ma non per questo aveva perso il suo abituale buonumore e la voglia di scambiare parole. Abbiamo parlato un bel po', lui dei suoi problemi, io dei miei che naturalmente sono di natura ben diversa. E' da molto che ci conosciamo ma nonostante la reciproca simpatia mai ci eravamo addentrati in chiacchiere così confidenziali. Mi ha raccontato del suo viaggio terribile verso l'Italia, quasi 6 anni fa "l'africa è lontana -sai- un altro mondo", del deserto disseminato di morti percorso il più delle volte a fari spenti per non farsi “beccare”, del passaggio in Libia " quel paese è molto particolare" (spesso utilizza questa espressione per evidenziare in modo gentile l'aspetto negativo di una situazione o di una persona) "sono dei veri fanatici, non puoi neanche guardare negli occhi una donna", della tremenda paura durante l'attraversata in mare, dei 500 euro spesi rispetto ai 10.000 che occorrono per avere tutti i permessi per un viaggio regolare… Niente di nuovo, certo, più o meno siamo tutti a conoscenza di queste cose ma vi assicuro che sentirle raccontare da chi le ha vissute sulla propria pelle mette davvero i brividi. Mentre lo ascoltavo non potevo fare a meno di pensare a quel giovane ragazzo poco più grande di mio figlio, alla sua sofferenza così spesso mascherata dietro a quel sorriso aperto con cui ti accoglie.
“che idea ti sei fatto degli Italiani?” gli ho chiesto a bruciapelo e lui con assoluta tranquillità " alcuni bravi e altri meno, questo è il mondo”... poi ha continuato “Andrea per esempio è una bravissima persona, lui mi ha pagato il biglietto aereo di a/r (850 euro!!!) che mi permetterà di ritornare nel mio paese dopo più di 5 anni” e poi, ma questa volta con nella sua voce un velo di tristezza da spezzare il più duro dei cuori “ Sai vorrei tornare nella mia terra perché lì non sarei più un emigrante, uno straniero, lì sarei a casa…”
Dopo qualche istante di silenzio, per consolarlo gli ho fatto notare che se nessuno lo avesse fatto sentire straniero, anche questa terra sarebbe stata la sua casa ma mentre tiravo fuori queste parole, chiamiamole pure ingenue, mi sono sentito pervadere da un leggero imbarazzo conscio della loro inadeguatezza, come se avessi detto una di quelle frasi “tanto per dire” che il buonsenso dovrebbe sempre impedire di formulare, ma il ragazzo africano con quel suo sorriso capace di sciogliere un ghiacciaio non ne ha approfittato e generosamente si è limitato a rispondermi: “E’ vero Stefano, hai proprio ragione” e si è fatto una risata.
La conversazione è proseguita ed ho risposto alle mille domande che quel curioso nigeriano infilava una dietro l’altra, sulla mia professione "sei stanco di fare questo lavoro o hai voglia di andare in pensione? sui miei figli “è già partito per Berlino tuo figlio, quanti anni ha il secondo?” sulla casa, sulla musica ... A proposito di musica, quando gli ho detto che ero particolarmente interessato a quella tradizionale africana senza esitare e con generoso trasporto mi ha subito promesso che al suo ritorno mi avrebbe portato un cd "anzi un dvd, così oltre ad ascoltare potrai anche vedere le nostre bellissime danze” …
Forse se ne dimenticherà ma non importa, quello che invece conta davvero è che questo giovane ragazzo dopo tanti anni potrà finalmente riabbracciare la sua terra, la sua famiglia " vedrai, faranno fatica a riconoscerti – gli ho detto- “chissà come sei cambiato da quando sei partito?!"
“e già, quando me ne sono andato ero un ragazzino, senza questa barbetta qua e poi mi sono irrobustito parecchio, nonostante i pochi soldi per il cibo, insomma ce l'ho fatta a crescere, a vivere, ad essere come sono, cazzo! Cazzo, l'ho aggiunto io (George non l'avrebbe mai detto) perché mentre mi diceva quelle parole ho sentito tutto l'orgoglio, tutta la forza di chi è stato all’inferno e ne è uscito indenne, di chi pur essendo consapevole che di difficoltà da superare ne ha ancora tante, sa di aver compiuto un' impresa titanica, quella del voler vivere… ad ogni costo
Ho sorriso ed ho abbassato gli occhi

p.s. finché ci saranno in giro persone come Andrea io mi sentirò tranquillo


stefano

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giovedì 15 ottobre 2009

due cose

una cosa

Finalmente una buona notizia per i cinefili o semplici appassionati: ha riaperto il cinema settebello; meno male, l'avevo dato per perso!
Spero affianchi nella programmazione la cineteca così da poter offrirci un'ampia scelta di quei film che difficilmente vengono proiettati nelle multisala.

un'altra cosa

Una mia giovane collega (me l'ha data lei l'informazione sulla riapertura del cinema) si lamentava del fatto che buona parte del pubblico della cineteca - che lei frequenta abitualmente- è oramai composta da persone "con la puzza sotto il naso" rappresentanti della borghesia della città (a suo parere non la migliore) con la pessima abitudine di rumoreggiare per gran parte della proiezione... personalmente, almeno riguardo al rispetto durante la visione del film, ho sempre avuto la sensazione opposta, cioè che buona parte dei fruitori fossero lì con lo stesso obiettivo comune, quello di godersi un film in santa pace senza interruzioni, neanche quella fra i due tempi, senza attorno il fastidioso rumore di chi sgranocchia popcorn o patatine e credo ancora che sia così ma forse sul primo punto la ragazza non ha tutti i torti. Tra l'altro è la sua opinione perciò anche se non la si condivide e pur sempre un punto di vista più che legittimo.
Spesso a Rimini (ma forse anche altrove, non so) si tende a far diventare ogni luogo dove si mastica cultura una sorta di circolo, che tende alla lunga, se non proprio ad escludere certamente ad allontanare, ad intimidire chi vorrebbe avvicinarsene.
D'altra parte, sono sempre più convinto che i maggior nemici della cultura, coloro che pur lamentandosi, ne rendono difficile l'accesso, siano gli stessi addetti ai lavori ma ancor di più coloro che attorno a quel mondo, gravitano.
Lo so la mia è una vera fissazione, ma non si possono trascurare le sgradevoli sensazioni che giovani interessati alla vita culturale della città, provano ogni qualvolta si avvicinano a quel mondo "troppo sofisticato ed elitario ", non si può fare spallucce e poi meravigliarsi se poi questi ragazzi non ne vogliono far parte perché ne sentono la profonda distanza.

stefano



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venerdì 9 ottobre 2009

Pensiero della sera

Oggi dopo il lavoro - quello ufficiale - ho tentato di restaurare un mio dipinto (durante lo spostamento qualche maldestro gli ha inferto - fortuitamente - una piccola ma non invisibile ferita) che verrà esposto assieme ad altri in occasione della festa del borgo s.andrea. Sono tele molto grandi ( chiamate porte) che alcuni artisti di rimini hanno prodotto alcuni anni fa da un'idea di Giovanni Tiboni. Poi verso le 16 e 30 sono andato al museo ad ascoltare una conferenza sulla scrittura autobiografica delle donne migranti. Devo dire che è stato emozionante ascoltare alcune letture di queste persone che hanno cercato attraverso la scrittura di recuperare radici credute perse, di riannodare il filo della memoria. Ma l'emozione forte l'ho provata nell'incontrare Milvia una cara amica scrittrice conosciuta grazie al blog e vi assicuro che si provano sensazioni davvero particolari quando si può finalmente abbracciare una persona - tra l'altro così vitale, così carica di energia (me la immaginavo proprio così) - con cui per tanto tempo hai scambiato parole, pensieri... Come ho già detto dopo l'incontro con Morena, questi momenti danno un senso davvero speciale a questo mio girovagare per il web, alla piacevole fatica di gestire un blog ed è proprio per questi bei momenti che penso continuerò a farlo.

buonanotte
stefano

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martedì 6 ottobre 2009

pensiero del mattino

Non mi sono mai sentito superiore a qualcuno ma diverso sì, eccheccazzo!

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sabato 3 ottobre 2009

"l'esagerato" - sull'informazione -

Noi frequentatori di questo "nuovo mondo" che è internet siamo oramai più che convinti che i "classici" mezzi di informazione, giornali, televisioni ecc.ecc. siano superati ma ci inganniamo perché sono ancora troppo pochi coloro che utilizzano la rete per seguire l'attualità; alcuni giorni fa , Ilvo Diamanti nel bel programma "le Storie" condotto da Corrado Augias, faceva notare che più del 70% delle persone si informava unicamente attraverso i telegiornali (il tg uno della rai e il tg5 di mediaset)
Ora è evidente che se gran parte dell'opinione pubblica si "forma" seguendo solamente due canali televisivi diventa molto facile per chi volesse condizionarla agire in tal senso: basterebbe evitare di parlare di alcuni scomodi argomenti o al limite trattarli solo parzialmente. Proprio per questo motivo occorre che le voci si moltiplichino, proprio per questa ragione è di fondamentale importanza avere più fonti possibili a cui abbeverarsi e, naturalmente, meglio ancora sarebbe se queste sorgenti di informazioni ci offrissero un pensiero non omologato ma al contrario molto diversificato così da permetterci di scegliere e di farci idee proprie. Qualcuno potrebbe obiettare che un fatto rimane un fatto e che non dovrebbe essere soggetto a interpretazioni, ma sappiamo tutti che non è così; sappiamo tutti che se un argomento non viene trattato dalla televisione pare non esista... a volte basta addirittura un tono di voce, una espressione del viso per cambiare il senso delle parole che vengono pronunciate, per sminuire o amplificare una notizia, un'inquadratura studiata ad arte ....
Oggi ci sarà una manifestazione a Roma a difesa della libertà di stampa; ora non mi voglio porre la questione se in Italia ci sia o meno questa libertà di opinione ( freedom house ci colloca tra i paesi " parzialmente liberi") ma vorrei solamente evidenziare che il tentare di impedire ad alcune trasmissioni di attualità di andare in onda o ad altre di satira di non fare il proprio "mestiere" solamente perché non gradite dal potere politico -visto che questi programmi vengono costantemente premiati dagli ascolti - si rischia di fare diventare certezza quello che finora era solo un sospetto.
Ora io non ho mai amato l'auditel ma visto che ad oggi rimane uno dei metri decisivi per stabilire la " bontà " di un programma vorrei ci fosse un minimo di coerenza soprattutto da parte di chi in questi anni ha creduto fortemente in questo modello televisivo, quello dei grandi ascolti - per intenderci - a prescindere dalla qualità del prodotto.
Per anni ho sentito ripetere la frase " premiato dal pubblico " e questo era sufficiente per continuare - fino alla nausea - a propinarci di tutto e di più, ed ora solo perché qualcuno storce il naso e vorrebbe stabilire per decreto ciò che è buono o cattivo, ciò che " la gente" vuole, si cambia improvvisamente direzione... e in nome di chi? degli italiani che pagano il canone? ma se una parte consistente apprezza quei programmi di che cosa stiamo parlando? a meno che per " italiani" non si intenda parlare solo di alcuni, magari di quelli che - a turno - la pensano come te.
In un paese serio e democratico si rispetta davvero il popolo dandogli, ripeto, la possibilità di scegliere e questo lo si fa aggiungendo e non cassando programmi, lo si fa permettendogli di assaporare più pietanze possibili e non solamente cibi precotti, lo si fa non decidendo per lui quello che è giusto o sbagliato, lo si fa rispettando il più possibile la sua intelligenza, lo si fa stando un po' più di lato.
Spero davvero che nulla di quello che molti temono accada perché a mio avviso sarebbe un precedente pericoloso che farebbe ulteriormente vacillare le fondamenta di questa nostra già malconcia democrazia perciò spero che la manifestazione di oggi riesca e a chi ritiene che sia una protesta esagerata ed ingiustificata rispondo che - come tutti ben sanno - è sempre meglio prevenire che dover poi curare... potrebbe essere troppo tardi

stefano
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lunedì 21 settembre 2009

per carità, non chiamatelo razzismo!


ieri mattina mentre facevo la mia - oramai consueta camminata - vengo superato da un ragazzo africano in bicicletta; pochi istanti dopo incontro un paio di persone, una con il cane e l'altro intento a raccogliere foglie; passando ho colto queste parole:
uomo col cane "sono ignoranti come delle talpe, come delle talpe, sono proprio diversi ..."
l'altro "ha ragione, non se ne può più, bisogna che qualcuno faccia qualcosa, altrimenti... lo so io cosa ..."
non ho sentito altro perché l'uomo ha abbassato la voce bassa e io mi stavo oramai allontanando; spero chiaramente di aver frainteso, ma non so...

stefano




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sabato 19 settembre 2009

fabio questa sera suona qui



RUHRTRIENNALE
il 19,23,24 settembre




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