lunedì 9 febbraio 2009

vorrei parlare ma non posso

vorrei parlare ma non posso
le parole vorticano all'impazzata nella testa
vorrei gridare ma non ci riesco
ogni suono che cerco di emettere resta semplice intenzione
non ho la forza di controbattere
sono esausto, sono nauseato, sono impotente
come posso rispondere a chi mi accusa di essere portatore di morte
come posso rispondere a chi mi accusa di essere proprio ciò che non sono
come posso rispondere a chi mente sapendo di farlo
come posso rispondere a chi ama la guerra e irride chi si schiera per la pace
e senza alcun pudore, senza alcuna vergogna si dichiara uomo di vita
ma di quale vita?
soltanto la propria merita di essere vissuta?
la vita della nuova razza eletta... ma eletta da chi?
certo non la vita di chi ogni giorno muore sotto le bombe
di chi muore in fuga verso mondi creduti migliori, di chi muore per un tozzo di pane duramente sudato, di chi viene ignobilmente definito "clandestino"
ma clandestino rispetto a chi, a che cosa?
non è forse un essere umano, esattamente come loro?
non è, anche lui, un abitante della stessa terra, dello stesso pianeta?
non ha, anche lui, lo stesso diritto alla vita
abbiamo forse dei meriti particolari per essere nati dove siamo nati?
come posso rispondere a chi considera un altro uomo, un essere diverso, inferiore
senza diritti, tranne quello della sofferenza
e senza alcun pudore e senza alcuna vergogna si dichiara uomo di vita
si definisce Cristiano
"Non nominare il nome di Dio invano" , ci avete detto, ma voi lo fate in continuazione
ne abusate, lo sfruttate per riempire i vostri forzieri e le vostre pance
per ingannare e manipolare il vostro prossimo
contraddicendo ogni giorno la parola di colui che chiamate Maestro
...a meno che, a meno che non non lo abbiate mai riconosciuto come tale
altrimenti avreste timore delle vostre azioni e della vostra cattiveria
altrimenti avreste paura di guardarvi nello specchio

vorrei parlare ma non lo farò
non cadrò nella vostra trappola
mentre ancora risuona il clamore delle vostre offensive parole
voi che amate la rissa e siete principi della provocazione
voglio che sentiate tutto il peso del mio silenzio
affinché possiate udire solamente il rumore assordante delle vostre voci
e provare un po' di fastidio

stefano
(non sono ateo, non sono cattolico, vorrei essere cristiano)



9 commenti:

milvia ha detto...

Grande, grande Stefano...
Solo un silenzioso abbraccio.

Milvia

Stefano Mina "un onesto pittore riminese" ha detto...

ciao milvia

stefano

morena ha detto...

sì, anch'io

lanoisette ha detto...

grazie.

lanoisette ha detto...

grazie.

Anonimo ha detto...

Questo lo hai scritto nei giorni in cui i media ci sbattevano ogni tg la situazione di Eluana, e di quando il governo di re berlusconi procedeva al riguardo. Quindi leggo un accusa all'emarginazione forte e quasi disperata. Non ho ricette per il Cristianesimo in cui vorresti vivere, ma la sola mia esperiena mi suggerisce di consigliarti di guardare con occhio più indugente chi è diverso da te. Nell'espessione politica, sociale, di fede, sul lavoro. Non abbiamo verità in tasca, almeno chi come mè vaga senza un dio di riferimeno.
Marco Marchioni

Stefano Mina "un onesto pittore riminese" ha detto...

ciao marco, ho scritto questo pezzo come reazione agli editoriali carichi di livore di alcuni giornalisti che proprio perché non considerano minimamente l'opinione dell'altro si lanciano in accuse e offese al limite della sopportazione.

la faccenda del cristiano l'ho tirata fuori semplicemente perché al di là della fede credo - citando de andré - che Gesù sia stato il più grande rivoluzionario della storia degli uomini (non occorre essere credenti per riconoscerlo) e mi addolora aver la sensazione che egli venga tradito proprio da chi dice di essere suo discepolo.

Le mie parole sono cariche di indignazione proprio verso chi non rispetta le idee i pensieri dell'altro perciò non posso che condividere il tuo suggerimento ma allo stesso tempo vorrei farti presente che siamo "noi" ad essere attaccati, "noi" ad essere in minoranza e che forse siamo giunti a questo proprio perché non abbiamo considerato fino in fondo la malafede e l'egoismo di chi sta dall'altra parte...
Non esiste solamente la mia verità, lo so bene, so anche molto bene che bisogna prestare attenzione ad ogni sfumatura che non si può dividere tutto in bianco o nero ma sono però fermamente convinto che su questioni come l'intolleranza e il razzismo ci sia poco da discutere e che certe cose vadano urlate... altrimenti chi ti ascolta?
Sono anni che giochiamo di rimessa, che sia ora di cambiare?
Per concludere drammatizzando un poco mi viene in mente questo paragone che forse non c'entra un bel tubo ma che scrivo ugualmente:
sei in una stanza con altre due persone, improvvisamente alle tue narici sopraggiunge un cattivo odore e mentre sei lì che fai finta di niente uno dei due(l'artefice del misfatto maleodorante) dice: "senti che puzza, l'avete fatta grossa, eh?
Questo si chiama giocare d'anticipo e noi non lo facciamo mai
ciao marco :-)

Anonimo ha detto...

siamo noi a far grande.....
cantava claudio lolli
siamo solo noi.....
cantava vasco rossi
Stefano non ti ci mettere pure te a fare l'allenatore selezionatore.
Perfettamente daccordo agire di rimessa e mai di anticipo è perdente. Le battaglie sociali sono combattute, e lasciano cadaveri sul pavimento, il potere non è mai regalato. Quindi prendiamo per i nostri diritti lo spazio che riteniamo giusto secondo i nostri criteri. L'indulgenza di cui parlavo, è la consapevolezza della diversità, in tante nostre espressioni.
Ariciao Marco Marchioni

Anonimo ha detto...

siamo noi a far grande.....
cantava claudio lolli
siamo solo noi.....
cantava vasco rossi
Stefano non ti ci mettere pure te a fare l'allenatore selezionatore.
Perfettamente daccordo agire di rimessa e mai di anticipo è perdente. Le battaglie sociali sono combattute, e lasciano cadaveri sul pavimento, il potere non è mai regalato. Quindi prendiamo per i nostri diritti lo spazio che riteniamo giusto secondo i nostri criteri. L'indulgenza di cui parlavo, è la consapevolezza della diversità, in tante nostre espressioni.
Ariciao Marco Marchioni